Produttore: Paradiso dei Conigli di Alice Dal Gobbo
Tipo di vino: vini
Vitigno: Ansonica ( più altri)
Denominazione: Toscana Igt.
Nome del vino: Bianco Utopico
Prezzo: € 85,00
Affinamento Vino da uve bianche in prevalenza Ansonica (trattandosi di vecchi vigneti, ci sono anche piante di altre varietà autoctone: biancone, procanico, malvasia, etc.), tutte provenienti dall'isola del Giglio.
Il vigneto, di 3000 metri, si trova in località Le Secche (nord-ovest dell'isola). La sua produzione è stata integrata con altre uve comprate dai coltivatori locali.
La coltivazione è completamente manuale e naturale (solo trattamento di zolfo, talvolta ramato), così come completamente naturale è la vinificazione.
I grappoli, ai quali vengono tolti i raspi, sono inseriti a chicco quasi intero in anfora di terracotta, recipiente che permette un piccolo scambio di ossigeno senza cessazioni, per la vinificazione alcolica e malolattica, nonché per la successiva macerazione con le bucce per tre mesi. Tolte le buccie, il vino sosta ancora per 12 mesi in barriques esauste infine va in bottiglia senza filtrazione per un ulteriore anno.
Aromi del vino: Di color quasi ambrato, dentro il bicchiere trovi tutti i sentori dell'isola e del Mare Nostrum, un profumo antico e naturale, che ricorda il sole e la pietra rovente, il frutto maturo e il salmastro con note di zagara, erbe di campo, finocchio selvatico, cera d'api e rosmarino per poi avvogerti a temperatura ambiente con ritorni caldi tra il fior d'arancio, il fieno, il limone e l'eucalipto. Al palato regala sentori di macchia resinosa e freschezza inusuali fatte di corbezzolo e iodio, ginestra, timo, menta per un finale di zenzero e sale marino.
Grado alcolico%: 12.5%Vol.
Temperatura: 8-10°C.
Abbinamento cibo In abbinamento con antipasti leggeri e carni bianche, si dimostra perfetto compagno anche di piatti a base di pesce. Spendido vino da meditazione.

NOTE

Articolo tratto da Onav il Magazine dell'organizzazione nazionale Assaggiatori di Vino : "I vini eroici dell’Isola del Giglio in degustazione a Siena".
La location è come sempre quella delle grandi occasioni, la Sede Onav Siena di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia gremita di curiosi. L’ansonaco del Giglio, così è chiamato nell’isola, questo vitigno, desta molto interesse tra gli enoappassionati. In sala presenti alcuni dei produttori Azienda agricola Altura di Carfagna, Simone Ghelli, Alice dal Gobbo e Cesare Scarfò, simpatico e gentile custode della storia enologia gigliana, che fa le veci di quelli che non hanno potuto essere presenti: Soc. Coop. Greppe del Giglio ed Azienda Fontuccia di Rossi Giovanni.Otto vini in degustazione per cominciare a conoscere questa particolare realtà. Caperrosso Senti oh! 2016 – Greppe del Giglio Vino del contadino 2015 – Greppe del Giglio Ansonica 2016- Altura vigneto Isola del Giglio 2015- Ambrato di Radice 2015 – Granato del Corvo 2015.I primi cinque vini sono legati da uno stile che è possibile definire artigianale molto simile con il Senti oh! che tuttavia spicca per un maggior equilibrio complessivo. Il colore è sempre limpido e brillante e spazia dal paglierino carico all’ ambrato scarico passando dal dorato come vuole la tradizione. Al naso la mela gialla e l’albicocca è sempre molto matura con sfumature di flora mediterranea e con una volatile sempre presente e qualche volta sopra le righe. Nella voce e nei dei produttori si può avvertire tutta la eroicità della loro viticoltura: terreni letteralmente strappati alla vegetazione spontanea e lavorarti a mano, lembi di fertilità sostenuta dai terrazzi in pietra a secco magari a picco sul mare , stretti sentieri percorsi in vendemmia con l’uva in spalla. Sacrificio ma anche soddisfazione. Nell’assaggio l’ansonaco esprime la completa devozione per i vecchi contadini maestri di una vinificazione antica, senza lieviti aggiunti, senza legno e senza controllo della temperatura. La bocca tesa è più sincera grazie ad una buona acidità ed alla freschezza minerale figlia delle sabbie del granito e solo appena smorzata da una certa tannicità.Il Granato del Corvo mescola uve bianche ed uve rosse in una ricetta antica che comprendeva un tempo anche le uve da tavola. Un toscana rosato dal colore veramente granato che purtroppo è chiuso e non può esprimersi al meglio.La degustazione prosegue con l’anteprima del Paradiso dei Conigli e con il Calzo della Vignia e da subito si percepisce che qualcosa è cambiato. La fatica nel fare il vino è sempre la stessa ma si scopre l’uso di un legno praticamente esausto e con il primo vino anche l’utopia di produrre una sola barrique . Scopriremo colmata solo grazie alla disponibilità del vicino. Siamo di fronte a due espressioni che guardano ancora con grande rispetto ai maestri del passato ma una lettura solo appena più moderna, se così si può dire e qualche controllo in più regalano piacevoli note floreali al naso e una nettezza nei profili che non può non essere apprezzata.I vini del Giglio offrono la grande opportunità di scoprire una realtà quasi surreale (15 ha per pochi produttori) nella quale in un futuro più che prossimo potremmo barattare un loro vino, nella quale le tecniche della vinificazione sembrerebbero scontrarsi con le regole scritte dell’enologia moderna , nella quale il tempo sembra riposarsi davanti a scorci mozzafiato. Una tradizione che arriva da molto lontano integra e per questo meritevole di grande ammirazione e di grande rispetto

Un ringraziamento a Clelia Matticoli e Maurizio Bonacci per l’organizzazione dell’evento.
Andrea Frassineti Delegato Onav Siena

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